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Riflessioni psicologiche su ansia, emozioni e percorso terapeutico

FRANCO BATTIATO – "TI SALVERO’ DA OGNI MALINCONIA, PERCHE’ SEI UN ESSERE SPECIALE ED IO AVRO’ CURA DI TE "

Dobbiamo prenderci cura di noi stessi, volerci bene, raggiungere un livello di benessere psico-fisico tale da permettere l’equilibrio tra quello sentiamo, pensiamo, i comportamenti che mettiamo in atto e la nostra spiritualità. Non solo. Anche la salute fisica entra pienamente in questo processo: il nostro corpo comunica costantemente con noi attraversi i suoi sintomi. Li ascoltiamo? Li osserviamo con le giuste modalità? Attribuiamo loro la giusta importanza? Molto spesso non lo facciamo, ma possiamo imparare a farlo.

Percorreremo assieme le vie che portano all’essenza” canta Battiato: una di queste vie è la psicoterapia, che può essere vista come un laboratorio dove è possibile affrontare, sentire, percepire, analizzare, capire, ascoltare, risolvere, elaborare, migliorare, cambiare, curare, conoscere, (ri)scoprire, guarire, sperimentare, apprendere, evolvere, risanare….. ognuno con i propri obiettivi, ognuno nella propria soggettività.

VASCO ROSSI – "HO FATTO UN PATTO CON LE MIE EMOZIONI: IO LE LASCIO VIVERE E LORO NON MI FANNO FUORI "

Niente di più vero e di più saggio. Perché si trattengono le emozioni? Le risposte sono molteplici: cultura familiare (ci è stato insegnato così), paure di diversa origine, relazioni disfunzionali, meccanismi più o meno inconsci che ormai sono diventati automatismi. Questo vale per tutte le emozioni, anche quelle che in genere piacciono di più, come la gioia ad esempio.

Reprimerle fa molto male, con conseguenze su più fronti:

  • le emozioni si liberano a livello corporeo, con processi di psico-somatizzazione
  • disregolazione emotiva, ovvero l’incapacità di gestire e attuare un sano controllo delle emozioni
  • risultano compromesse le relazioni interpersonali
  • le emozioni represse, a lungo andare, possono implodere in stati depressivi
  • stati di stress e di ansia, anche di elevati livelli
  • attacchi di panico
  • bassa autostima
  • disagi psicologici e mentali


E’ possibile però imparare a mettere in moto un radicale cambiamento che permetta di sentirsi veramente liberi di accettare ed esprimere ciò che proviamo, in maniera equilibrata, entrando in connessione con sé stessi e con gli altri. E’ importante ricordare che ogni emozione ha il proprio decorso naturale, con differenti modalità di espressione:

  • la rabbia va scaricata, deve trovare il suo bilanciato sfogo energetico
  • la paura va vissuta, quindi va affrontata
  • la tristezza va accolta e attraversata
  • la gioia deve esaurire la sua forza energetica e vitale
  • il disgusto va verbalizzato, spiegato ed agito.
EMMA MARRONE – "SONO STANCA DI ESSERE COME MI VOGLIONO TUTTI"

Un po’ di sano egoismo è necessario per la sopravvivenza emotiva. Un adeguato egoismo, altrimenti non è più sano. Tante persone si ritrovano intrappolate nel vivere la vita secondo desideri e obiettivi degli altri, adattandosi alle volontà altrui, compiacendo, non dicendo quello che pensano, mentendo a sé stessi raccontandosi che la propria felicità passa attraverso quella degli altri (se sei contento tu, sono contento anche io), facendo di tutto per accontentare e piacere agli altri (People pleasing), vivendo l’incapacità a dire di NO, evitando i conflitti.

Ma questa non è libertà. E solamente noi possiamo liberarci, passo dopo passo.

FRANCESCO GUCCINI – “SCUSATE NON MI LEGO A QUESTA SCHIERA MORIRO’ PECORA NERA”

Guccini sceglie di essere pecora nera. Sceglie. Nel tradizionale significato attribuito al concetto di “pecora nera”, la visione è di un elemento che si contraddistingue dagli altri componenti del sistema a cui appartiene: ha valori e idee diverse, rompe tradizioni, agisce comportamenti spesso non accettati dalla famiglia o non tollerati dal gruppo di lavoro, oppure giudicato dalla cerchia di amici. Le conseguenze possono essere anche dolorose per queste persone: emarginazione, abbassamento dell’autostima anche drastico, sensazioni di inadeguatezza, sentirsi diversi, diventare il capro espiatorio dell’emotività degli altri componenti (ricade sempre tutto sulla pecora nera). Spesso sono addirittura gli altri che lo hanno “convinto” di essere così. Ma Guccini vuole rimanere pecora nera. Perché? C’è un lato positivo: la pecora nera può costituire una risorsa fondamentale per tutto il sistema: si ribella, non si conforma, combatte, si oppone, non si fa sottomettere, rompe schemi distorti e malsani che vivono nelle dinamiche di tutti i gruppi, in primis nella famiglia. In questo modo rende il sistema più funzionale e spesso non ne è nemmeno consapevole. La canzone di Guccini stimola questo pensiero: la diversità e unicità di un elemento del sistema, può rappresentare un enorme valore aggiunto. Per tutti.

ULTIMO – "E RICORDA: E' DAL DOLORE CHE SI PUO' RICOMINCIARE"

Davanti alle nostre ferite emotive, cerchiamo ovviamente di alleviarne i dolori e le sofferenze, ma spesso non in modo corretto: fuggiamo da loro, le neghiamo, i pensieri cercano spiegazioni che ci portano lontano da quei vissuti, ne prendiamo distanza, li temiamo. Ma così non possono essere affrontati, digeriti, elaborati, rimanendo lì, fermi e ancora vivi. Invece dolore, sofferenza, tristezza, vanno innanzitutto accolti e accettati e poi attraversati per poter essere superati. Sperimentandoli, potremo raggiungere nuove consapevolezze che ci aiuteranno a crescere, a fortificarci, a stare più in contatto con noi stessi. E proprio perché siamo più forti di prima, una volta esauriti questi dolorosi vissuti possiamo ri-partire, ri-cominciare , ri-nascere.