Dott. ssa Fabiana Birello

Gestione efficace dello stress

ASCOM TREVISO Dr.ssa Fabiana Birello 10 Ottobre 2024

Lo stress,
è la conseguenza psicofisica di situazioni complicate, opprimenti, eventi dolorosi, compiti difficili, doveri pesanti, dinamiche relazionali complesse.

EUSTRESS

Risposta fisiologica adattiva

agli stimoli e alle richieste esterne.

Stress buono, positivo

DISTRESS

Quando gli stimoli e le richieste esterne vanno oltre le reali capacità dell’individuo, determinando tensione e logorio interno e alterando il suo equilibrio psicofisico.

     Stress cattivo, negativo

ALLARME

L’individuo davanti al periodo stressogeno
ricorre a tutte le risorse interiori possibili per gestirlo al meglio

RESISTENZA

Si cerca di adattarsi alla situazione stressogena, agendo le forze interiori che permettono di farvi fronte il più a lungo possibile

ESAURIMENTO

E’ finita la parte energetica della resistenza, sia dal punto di vista fisico che mentale, ma spesso non c’è la consapevolezza di questo. A questo punto insorgono segnali/sintomi psicosomatici.

LO STRESS

SEGNALI SOGGETTIVI ORGANICI FREQUENTI:

-Palpitazioni, pressione al petto, accelerazione battito cardiaco
-Ipertensione
-Aumento cortisolo
-Vertigini e sensazioni di sbandamento
-Abbondanti sudorazioni
-Appetito a volte mancante, a volte eccessivo
-Stanchezza
-Acufene
-Disturbi gastro-intestinali
-Cefalea da tensione
-Dolori muscolari diffusi
-Diminuzione desiderio sessuale
-Tic nervosi
-Secchezza in bocca e in gola
-Psico-somatizzazioni di diversa natura

LO STRESS

SEGNALI SOGGETTIVI PSICOLOGICI E COMPORTAMENTALI FREQUENTI:

-Ansia
-Stati depressivi (talvolta depressione e pensieri suicidi)
-Irrequietezza ed agitazione
-Incapacità di attenzione e concentrazione
-Abbassamento autostima
-Irritabilità, scatti di rabbia
-Vissuti di paura smisurati, anche angoscianti
-Disturbi del sonno
-Preoccupazioni eccessive
-Aumento consumo sigarette
-Consumo tranquillante
-Consumo alcool e droghe

SINTOMI DI NATURA PSICO-CORPOREA

  • Sintomi somatici (somatoformi): reazioni fisiche che hanno un’origine emotiva, generalmente si tratta di somatizzazioni transitorie

  • Disturbi psico-somatici: somatizzazioni persistenti che originano nel corpo una situazione patologica con strette correlazioni e cause psicologiche ed emotive

  • Disturbi da conversione: gravi sintomi organici (perdita vista o udito, perdita uso di un arto…)

  • Ipocondria: stato di ansia che si traduce in paura nei confronti della malattia e preoccupazione di contrarne una. Ogni nuovo sintomo fisico, spesso percepito ma non esistente, è vissuto con estrema angoscia.

  • Comportamento da ammalato: ci si riferisce al modo in cui la persona controlla il proprio corpo, a come interpreta e ne definisce i sintomi, a come vive la cura di tali sintomi intraprendendo azioni di rimedio di propria iniziativa, oppure suggerendole ad un professionista generalmente medico a cui si è rivolto

STRESS CORRELATO AL LAVORO

OLTRE AI SEGNALI GIA’ VISTI IN PRECEDENZA:
-Nel tempo libero si pensa solo al lavoro e/o si lavora
-Difficoltà a distrarsi e rilassarsi fuori dal lavoro
-Difficoltà su vari fronti e livelli nelle relazioni con i colleghi
-Pensieri di tipo paranoico

VALUTAZIONE DELLO STRESS CORRELATO AL LAVORO

RISCHI PSICOSOCIALI NEL LAVORO

CULTURA ORGANIZZATIVA
RUOLO NELL’ORGANIZZAZIONE
SVILUPPO DI CARRIERA
PARTECIPAZIONE ALLE DECISIONI / CONTROLLO
AMBIENTE DI LAVORO E ATTREZZATURE
COMPITI LAVORATIVI
CARICO/RITMO DI LAVORO
PROGRAMMAZIONE LAVORO
  • DINAMICHE RELAZIONALI

Per imparare a gestire lo stress, due tappe fondamentali

Consapevolezza

-Abituarsi a tenere monitorati i proprio vissuti

-Rilevare e ascoltare i sintomi

-Dare una giusta e obiettiva importanza a ciascuno di essi

-Ricordarsi che un po’ di sano egoismo è necessario

Agire utili comportamenti verso la riduzione dello stress 

Distrazioni nel tempo libero

Praticare costante esercizio fisico e aumentarlo quando serve

Mettere in moto tecniche di respirazione

Dilettarsi in piacevoli hobbies

Meditare

Attenzione!

Se non si dà la giusta attenzione e cura ai sintomi che parlano di stress correlato al lavoro, c’è un forte rischio di arrivare ad un BURN OUT

Stress costante sul lavoro che conduce ad uno stato di esaurimento sia sul piano fisico che su quello mentale ed emotivo

-Sentirsi sopraffatti dal lavoro

-Stanchezza cronica

-Vuoto energetico psico-fisico

-Sensazione costante di fallimento

-Sentirsi impotenti e intrappolati

-Non riuscire a prendersi/affrontare responsabilità

-Non si percepiscono più risorse per riuscire a farcela

-Perdita fiducia in sé stessi

-Difficoltà all’azione

-Demotivazione

ATTENZIONE ALLA DIPENDENZA AFFETTIVA

Chi la vive, impara un meccanismo che inconsciamente riporta anche sul lavoro

enfatizzando quindi alcuni bisogni

 

-Di riconoscimento (che può diventare ossessivo)

-Di conferme

-Di sentirsi valorizzati

-Di sentirsi visto, accettato, accolto

-Di sentirsi amato

-Di compensare delle mancanze che si vive nel privato

Conseguenze

Distacco dal lavoro

Il lavoratore è concentrato

Tutto il tempo sulla persona amata, anche se si trova al lavoro.

Pensa costantemente e ossessivamente alla relazione oggetto della dipendenza affettiva

Iper-attività nel lavoro

Il lavoratore si dedica talmente tanto nel lavoro, che arriva ad annullarsi.

Lavora molto più a lungo, non fa pause, si accolla nuovi incarichi/mansioni volutamente oltre ai soliti, si sacrifica.

 

  • Lavorare instancabilmente cerca di compensare i propri bisogni attraverso la buona riuscita professionale
  • Il lavoro viene presto visto come unica possibilità di valorizzazione
  • Facendo sempre di più, spera di ottenere risposte di approvazione e se non arrivano soffre molto
  • Il lavoratore finisce per intossicarsi da lavoro

Una iperattività lavorativa conduce alla dipendenza da lavoro, che può rimanere in ombra per tutta la vita.

CHI È PIU’ A RISCHIO NEL LAVORO?

-PERFEZIONISTI

-PROBLEMI CON LA PRESA DI RESPONSABILITA’

-FATICA A DIRE DI NO

-DIFFICOLTA’ A VIVERE LE ASPETTATIVE

-INCAPACITA’ A GESTIRE IL CONFINE TRA LAVORO E PRIVATO

Il confine psicologico

Azione protettiva che delimita :
ciò che ci fa del bene dell’altro da ciò che ci fa male
la sua emotività dalla mia
il suo spazio fisico dal mio
i suoi bisogni dai miei
la sua intimità emotiva dalla mia

CONSIGLI

  • Lavorare sulla consapevolezza delle proprie emozioni
  • Se alcuni discorsi emotivi del cliente toccano argomenti sensibili, cercare di virare su altro con delicatezza
  • Se il cliente è già conosciuto si può anche interrompere, con i dovuti modi
  • Quando è troppo, dichiarare apertamente il confine: Scusi ma io in questo non posso aiutarla…..
  • Limitare più che si può il contatto con certi clienti «tossici»
  • Anche il tuo spazio fisico deve essere salvaguardato
  • Agire, se necessario un ascolto selettivo

 

LIBERARE LA MENTE DAI PENSIERI NEGATIVI

1.Definire gli obiettivi della giornata lavorativa. Se subentrano imprevisti inserirli tra gli obiettivi, valutandone la effettiva priorità.

2.Impegnarsi a rimanere calmi, lavorando su ansie e preoccupazioni e allontanando pensieri negativi.

3.Concentrarsi sul positivo, sottolineando quello percepito o impegnarsi a riconoscerlo. E poi esserne grati !!!

4.Essere realistici e concentrarsi sul concreto.

5.Agire, fare, operare, muoversi.

COME SVILUPPARE PENSIERI POSITIVI

La gestione dello stress

PRIMO PROCESSO

1.Riconoscere gli stressor per capire come possiamo agire su di essi (eliminarli, modificarli…).

2.Come possiamo migliorare la nostra convivenza con loro?

3.Periodi di pausa, anche su singoli stressor.

4.Lavorare sulle emozioni vissute        consapevolezza.

5.Attività fisica, tecniche rilassamento.

6.Riposo

SECONDO PROCESSO ( attenzione al corpo)

1.Ricordarsi (anche al lavoro) di agire in posizioni e posture comode: tensioni fisiche creano/aumentano lo stress.

2.Concedersi delle pause, anche piccole nei ritagli di tempo del lavoro.

3.Ogni giorno concedersi qualche minuto per chiederci se ci ricordiamo dei punti 1) e 2) o se già lo abbiamo fatto. Altrimenti farlo!!

4.Lavorare sempre sulla consapevolezza delle proprie emozioni.

5.Alla fine della giornata interrogarsi: quanto sono stanco? Ascoltare attentamente il proprio corpo.

6.Aiutare il proprio corpo a scaricare le tensioni: attività fisica mirata, trattamenti corporei, massaggi, respirazione tecniche orientali…

TERZO PROCESSO problem solving

Analizzare il problema in 4 step:

1.Individuare con precisione il problema

2.Esaminarne tutte le cause

3.Quali soluzioni possibili? Suggerimenti?

4.Decidere come muoversi e poi  AGIRE!!

Concentrandosi sulla concretezza ci allontaniamo da pensieri, ansie, preoccupazioni…

QUARTO PROCESSO   

1.Impegnarsi per cambiare il proprio sistema di convinzioni e pensieri.

2.Concedere alle proprie emozioni di vivere.

3.Imparare a dire di NO!

4.Lavorare su sè stessi: porsi delle domande su vissuti, pensieri, emozioni… e scrivere le risposte.

5.Ritagliarsi sempre del tempo per rilassarsi.

METODI SPECIFICI PER LA GESTIONE DELLO STRESS

1.Mindfulness

2.Tecnica Jacobson: rilassamento progressivo muscolare

3.Metodo Fildenkrais: Lavoro di ri-educazione somatica attraverso i movimenti

4.Tecniche di respirazione

5.Training autogeno

6.Meditazione, Yoga, Shastu e altre varie discipline